Cura canalare

Cura canalare

Sei reduce da una visita di controllo dal dentista che ti ha suggerito di intraprendere una cura canalare e per questa ragione non dormi più da 3 notti? Sei letteralmente terrorizzato al solo pensiero che qualche strano attrezzo possa essere introdotto nella tua bocca, per curare un dente?

Sono sensazioni familiari per chiunque, perché forse il dentista è una delle categorie di medici maggiormente temute. È comprensibile e proprio per questa ragione cercheremo di rassicurarti al meglio. Nei paragrafi che seguono troverai innanzitutto una spiegazione relativa alla cura canalare e alle sue caratteristiche spiegate in maniera facile. Non hai perciò motivo di preoccuparti.

Conoscere tale tipologia di trattamento ti potrà aiutare ad affrontare la cura con maggiore serenità, sapendo che non vai in contro a una tortura ma semplicemente a un percorso il cui scopo è quello di migliorare la salute dei tuoi denti.

Troverai informazioni chiare e dettagliate che di certo fugheranno dei dubbi e ci auguriamo offuscheranno la paura.

Oggi lo specialista ha un approccio con il paziente completamente diverso rispetto ad alcuni anni fa, impegnandosi ad offrire una esperienza di cura che metta a proprio agio anche il paziente più ansioso e preoccupato.

Ecco cosa c’è da sapere riguardo alla cura canalare.

Un passo indietro per ripassare l’anatomia del dente

Prima di conoscere le caratteristiche della cura canalare e i casi in cui il dentista decide di ricorrervi, è utile rivedere come è strutturato il dente, in modo da comprendere meglio le dinamiche che lo riguardano, in particolare quando viene sottoposto a determinate cure.

Il dente si presenta nella sua veste bianca, grazie allo smalto, ma andando più all’interno si trovano nell’ordine:

  • La dentina, ovvero uno strato duro di tessuto
  • La polpa, ovvero uno strato più tenero di tessuto

La polpa in particolare viene indicata anche come nervo del dente ed è un tessuto connettivo al cui interno scorrono terminazioni nervose e canali vascolari, oltre che cellule connettivali. Un dente riesce a rimanere intatto anche se la polpa manca, e il suo nutrimento lo trae dai tessuti che si trovano nelle zone circostanti.

Talvolta può accadere che i batteri o il sopraggiungere di una carie possano infiammare la polpa e causarne una vera e propria infezione. Ci si trova in questi casi difronte a un fenomeno conosciuto come pulpite che, se non curata, rischia di estendersi anche ad altre aree. È per questa ragione che si ricorre alla cura canalare tramite il trattamento endodontico, di cui stai per conoscere di più, continuando a leggere.

Cura canalare: come si esegue e in quali casi il dentista decide di procedere

Con una infiammazione o infezione in corso, è di grande beneficio correre ai ripari nel minor tempo possibile. Se non risolta in tempi rapidi, rischi che si estenda fino all’osso con la conseguenza di andare in contro ad ascessi, cisti, granulomi.

Se vuoi evitare l’estrazione del dente, decisamente meglio concordare con lo specialista la cura endodontica conosciuta anche come cura canalare.

Probabilmente lo avrai già capito che la cura canalare consiste nell’asportazione della polpa del dente dalla corona e dalla radice.

Una volta rimossa la parte infettata, si procede con l’otturazione (di solito effettuata con materiali come il cemento canalare e la guttaperca).

L’otturazione serve principalmente a proteggere dalla possibilità che il dente si scheggi  o rompersi.

Completata tale procedura, la cura canalare assicura al dente sia la sua funzionalità nel corso della masticazione, sia il prolungamento della sua salute.

Se non sei ancora del tutto convinto e ti stai chiedendo cosa succederebbe se non ricorressi, quando necessario, alla cura canalare allora la risposta è molto semplice: rischi di perdere il dente e anche di spendere molto di più in cure dentali.

Come si procede dal punto di vista tecnico alla cura canalare

Ti sei persuaso dell’importanza di una cura canalare e vorresti capirne meglio il funzionamento? È legittimo e soprattutto è il modo migliore per non avere timori, nei confronti di un intervento di routine che il dentista potrebbe eseguire anche ad occhi chiusi (beh! Si fa per dire!).

La prima fase della cura canalare consiste in una anestesia locale, in modo da non farti avvertire alcun dolore dentale. Segue poi un temporaneo lavoro di ricostruzione della corona del dente, per isolare l’area in cui operare.

Si procede dunque alla rimozione della polpa con appositi strumenti e poi al termine si provvede a ricostruire il dente dopo l’otturazione con materiali specifici.

La cura canalare, come abbiamo accennato, ti permette di mettere in salvo il dente ed evitare la sua estrazione. Potrai quindi preservare la tua dentatura nel tempo e mantenere in salute il tuo sorriso per lungo tempo.

Per questa ragione è sempre preferibile pianificare controlli regolari con il dentista, in modo da intervenire qualora vi fossero problemi non solo alla polpa dei denti.

Affrontare la cura canalare non fa più paura, ora che la conosci

Stabilire un controllo ogni sei mesi circa ti permette di individuare carie o altre problematiche proprio al loro insorgere e limitare i danni, tenendo sotto controllo anche le spese da destinare alle cure mediche odontoiatriche.

Ricordati che ricorrere a un dentista competente e professionale è importante tanto quanto decidere di eseguire controlli regolari.

Un bravo dentista saprà fornirti informazioni utili per preservare la salute dei tuoi denti; saprà guidarti nel prenderti cura dell’igiene orale e soprattutto sarà in grado di proporti, tra le varie soluzioni, quelle più convenienti per te, in termini di spesa da affrontare e di trattamento ideale.

Ora che sei molto più informato riguardo alla cura canalare e alla tipologia di intervento, puoi sicuramente affrontarla con maggiore serenità. Se invece hai ancora dubbi o domande, rivolgiti al tuo dentista che sarà sicuramente felice di poterti aiutare e consigliare sul miglior percorso da seguire per prenderti cura dei tuoi denti nel modo più giusto per te.

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